Problematiche tra accordi verbali e scritti negli accordi delle locazioni

Problematiche tra accordi verbali e scritti negli accordi delle locazioni

Salve Dottoresse, ho intenzione di prendere in affitto un appartamento, mi hanno inviato il contratto e su questo hanno scritto che i cani nn sono ammessi. A voce il proprietario non mi ha detto nulla anzi. Ho firmato una prelazione per l’affitto e non vorrei perdere la caparra. C’è una legge che vieti contratti di questo genere e mi permetta di prendere quell’ appartamento e portarci ovviamente il cane? Laerte

Caro Laerte, la legge non stabilisce nulla a riguardo, ragion per cui sono state elaborate diverse teorie a riguardo. La teoria, oggi più condivisa, sostiene che la clausola in questione è valida se frutto di una stipulazione concordata tra conduttore e locatario: essendo il contratto libera manifestazione della volontà delle parti, se i due si sono accordati in tal senso e formalizzano il loro accordo nel contratto di locazione, allora tale clausola deve essere considerata valida ed efficace tra le parti. Ciò significa che sottoscrivere un contratto di locazione che prevede una tale clausola vincola il conduttore che sarà quindi impossibilitato a detenere animali, e la detenzione sarà considerata un inadempimento, con la conseguenza che il locatore potrà chiedere il risarcimento del danno, o comunque la risoluzione del contratto. Va precisato però che il contratto preliminare di locazione (prelazione) deve riportare il medesimo contenuto del definitivo, ragion per cui se nel preliminare non era prevista tale clausola, ci sono diverse possibilità:

– si può agire in giudizio per obbligare il locatore a stipulare il contratto avente per contenuto il medesimo riportato nel preliminare;

– oppure il conduttore può legittimamente rifiutarsi di sottoscrivere il contratto, chiedere la risoluzione del preliminare e la restituzione della caparra

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